Carlo Tiviolin - 1980 Carlo Tiviolin - 1980 Carlo Tivioli - 1980
C’è qualcosa di magnifico, quasi divino, nell’inebriante gioco di sfumature della natura tra contrasti di luci e ombre; nondimeno appare ineffabile l’arte umana di usare i colori e le sue tonalità conferendo alla pelliccia un valore assoluto e unico, proprio dell’opera di un artista.
Carlo Tivioli, fin dal suo debutto nell’alta moda, ha stravolto i canoni classici della pelliccia, rompendo la monotonia dei grigi e dei marroni con una sfilata tutta rossa e blu. Lo spirito d’innovazione e la passione per i colori emergono in tutte le collezioni successive, le nuance vengono usate in modo rivoluzionario e i suoi capi prendono tinte insolite, fresche e inebrianti, lontane dalle convenzioni, come i rosa e verdi acidi. Per la stagione fredda ’80-81’, superbe pellicce blu zaffiro e rosso amaranto sfilano sulla passerella: i toni molto accesi sono sapientemente smorzati da tagli semplici e minimal, con lunghezza trattenuta ai 3/4 e vestibilità un po’ampia come la moda degli anni predilige.
Nell’arte della pelliccia non esistono solo “bianchi e neri”, colori chiari e lucenti o scuri e densi, importanti sono tutte le sfumature intermedie, le mescolanze di tonalità. Se la diversità crea meraviglia, in ogni collezione la più grande sorpresa è data dall’incantevole universo colorato carlotivioli.
Carlo Tiviolin - 1980 Carlo Tiviolin - 1980
Bella e preziosa, la pelliccia è status symbol, superflua necessità, protagonista della moda di tutti i tempi. Elemento proprio di classe e distinzione femminile, soprattutto negli anni ’80 è stata la gratificazione migliore, il sogno raggiunto; l’ardente desiderio di possederne una era il segreto celato di ogni donna, qualsiasi crisi veniva sconfitta a “pellicciate”.
Ma il lusso ricercato dalle vere amanti della pelliccia deve essere qualcosa di unico, un’esperienza di gusto magnifico senza imitazioni o ripetizioni prive d’anima, manifestazione di emozioni nuove eppure capaci di far rivivere ricordi o sensazioni dimenticate. Caratteristiche tutte presenti in questo sofisticato caban con cappuccio in pelle dorata e zibellino gold Sojuzpushnina, della collezione anni ’85-’86 di alta moda pret a porter. La più pregiata delle materie è trasformata in un capo di assoluta brillantezza e straordinaria rarità. La cura eccentrica dei particolari, l’intreccio tra stili e la genialità delle forme sono i segni inconfondibili di riconoscimento carlotivioli, emblemi del semplicemente bello.
Pelli dorate di raffinata e sontuosa eleganza accompagnano questa dolce e armoniosa criniera di manto gold, per la donna che si sente o vuole essere un po’ felina e predatrice di sguardi. Color oro come tutte le cose preziose, la pelliccia è il tesoro nascosto nella stanza, un abbraccio di lusso che stringe nel bianco inverno.
Carlo Tivioli - 1980
Carlo Tiviolin - 1980 Carlo Tiviolin - 1980
Non romantica né sentimentale, ma decisa e lontana da ogni debolezza o fragilità: così appare la donna avvolta nel prezioso e regale mantello di volpe bianca della Scandinavia. Accarezzandolo un poco vi si potrebbe percepire l’incredibile incanto del Nord, i suoi lunghi inverni, le vibrazioni di luce riflesse sulla neve in un’atmosfera da fiaba. La pelliccia, d’impalpabile leggerezza e candidissima purezza, dona all’anatomia femminile l’eleganza delle creature più meravigliose, un tocco quasi etereo, soprannaturale.
Come in uno spartito musicale, dove le note si legano armoniosamente in melodia, così i movimenti del pelo sembrano ricreare lunghe pause di silenzio, interrotte appena da rintocchi di luci e ombre. La più preziosa delle materie, plasmata da mano artigianale, rivive per davvero in tutto il suo splendore, è autentica poesia che nasce dall’animo dell’artista e propaga il suo messaggio in chi la ammira o indossa.
Il bianco, non colore per eccellenza, ricercatissimo tra le tonalità fredde, è in questa volpe pregiata un’avventura sempre nuova e entusiasmante che, con straordinaria potenzialità, irradia tutto di limpida calma. Come ogni pelliccia carlotivioli, la sua bellezza è pronta e finita, praticamente perfetta perché piace proprio nell’attimo in cui piace.
Carlo Tivioli - 1980